Vaginismo 180x180 - Vaginismo

Vaginismo

È un disturbo sessuale, in cui la donna prova paura e angoscia legate alla penetrazione, e accusa una contrazione muscolare riflessa, involontaria, dei muscoli che circondano la vagina. La gravità del disturbo dipende dall’entità della fobia, dall’intensità dello spasmo muscolare e dall’eventuale presenza di fattori psicosessuali, personali o di coppia, che contribuiscono a generare e a perpetuare il sintomo. Il può non essere così severo e consentire il rapporto, ma l’amplesso causa dolore (si parla allora di dispareunia). La distensibilità vaginale è condizionata dalla tensione e dall’elasticità di un muscolo: (“elevatore dell’ano”. Nelle donne che soffrono di , risulta contratto eccesivamente e in maniera involontaria. Ed è questa iperattività a imprimere alla donna (e al suo partner) la sensazione di avere a che fare con un “muro”. Tra i sintomi più precoci, nella ragazza adolescente, la difficoltà a impiegare i tamponi interni durante le mestruazioni: un’avvisaglia che suggerisce come la ragazza possa avere uno spasmo dei muscoli perivaginali. La paura della penetrazione può riconoscere radici psichiche personali (educazioni molto restrittive che hanno associato la sessualità alla colpa, pregresse molestie o tentativi di violenza, indagini mediche dolorose subite nell’infanzia o nella prima adolescenza).

FATTORI BIOLOGICI
Nelle donne che soffrono di vaginismo è stato possibile riscontrare che sono più reattive le parti del cervello che governano i livelli d’ansia. È inoltre frequente che si soffra di altre fobie e/o di attacchi di panico. La contrazione dell’elevatore dell’ano può altresì dipendere da disturbi legati al muscolo stesso o da cause neurologiche: si parla in tal caso di “neurodistonia muscolare”. La stitichezza, poi, è frequentemente associata al vaginismo, perché il muscolo elevatore dell’ano ipertonico può costituire il terreno comune di entrambi i disagi.

La terapia del vaginismo si basa su due approcci fondamentali:
1) individuare ed eliminare le cause psicologiche e sessuali, personali e/o di coppia, che hanno provocato la comparsa della paura della penetrazione;

2) curare le cause biologiche del vaginismo.
Si deve quindi lavorare in modo combinato su mente e corpo.

Terapia psicologica e fìsica
Si esegue una terapia sessuologica comportamentale e riabilitativa, per ridurre la tensione muscolare generale e rilassare il muscolo elevatore dell’ano teso, contratto e, a volte, dolente.
Farmaci
È utile usare farmaci che riducano l’ansia e la fobia. Si impiega anche la tossina botulinica se il vaginismo è severo, per rilassare il muscolo elevatore dell’ano e permettere un rapido miglioramento.
Esercizi
Per favorire il miglioramento esistono esercizi che aumentano la consapevolezza e la capacità di controllo della tensione muscolare: questi esercizi possono riportare il tono muscolare alla normalità. L’uso di dilatatori vaginali contribuisce a ridurre la paura e l’angoscia, quindi la contrazione.

Lo spasmo doloroso vaginale durante l’atto sessuale richiede una valutazione clinico strumentale specialistica per evidenziare un’eventuale origine malformativa o infettiva. Nelle forme di natura funzionale è indicato un  omeopatico specifico per la componente emozionale, basato principalmente sull’utilizzo di rimedi, come Gelsemium sempervirens e Platina.
Gelsemium sempervirens 15 CH un tubo dose prima del rapporto sessuale. Il gelsemio, arbusto della famiglia delle Loganiacee, cui appartiene anche Ignatia e Nux vomica, viene utilizzato in omeopatia nell’ansia prima del rapporto sessuale, soprattutto per il timore che possa verificarsi lo spasmo doloroso vaginale.
Ignatia amara 15 CH 5 granuli, una volta al dì. Vaginismo che si manifesta dopo un trauma emotivo, una contrarietà o durante il primo rapporto sessuale. Ipersensibilità al dolore. Spesso va somministrato in associazione con Gelsemium sempervirens.
Magnesia phosphorica 9 CH 5 granuli, una volta al dì. Il fosfato di magnesio è il rimedio omeopatico dei dolori spasmodici e crampiformi, migliorati con la pressione forte, piegata in due e con il calore. È il rimedio della dismenorrea e del vaginismo.
Moschus 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il rimedio della eccitazione sessuale con tendenza agli spasmi a livello genitale e agli svenimenti.
Platina 15 CH 5 granuli, una volta al dì. È il medicinale omeopatico specifico dello spasmo doloroso costante della vagina caratterizzato da marcata sensibilità dei genitali anche al semplice contatto con i vestiti e al tatto, tanto che durante la visita specialistica può presentare un malore.
Spesso il desiderio sessuale è eccessivo ma senza orgasmo. Prurito vulvare voluttuoso.
Staphysagria 15 CH 5 granuli, una volta al dì, diradando in base al miglioramento. La stafisagria, erba appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, in omeopatia è adatta alle manifestazioni psicosomatiche dovute a umiliazioni, collera controllata, dispiaceri nascosti. Ipersensibilità degli organi genitali al contatto.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tratta questo disturbo agendo sul fattore psichico e sul fattore fisico della problematica in questione.
Tramite l’uso di preparati fitofarmacologici, infatti, si ha una buona risposta sia dal punto di vista della componente psichica, sia per quanto riguarda il rilassamento della muscolatura.
cinese
Formula: SHENG HUA WAN
Radix Angelicae Sinensis……………….25 g
Rhizoma Ligustici ChuanXiong…………..9 g
Semen Persicae……………………….6 g
Rizoma Zingiberis Officinalis…………….2 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis…………….2 g
Posologia: 3 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare alimenti a elevato apporto di vitamina B6, beta-carotene e vitamina E, come carne di pollo, tacchino e coniglio, fagioli, banane, formaggi freschi biologici (ricotta, crescenza, fiocchi di latte), uova, cereali integrali biologici, ortaggi a foglia verde (lattuga, cavolo, spinaci, bietole, prezzemolo, basilico), zucca gialla, carote, peperoni, pomodori, melone, albicocche, pesche gialle, fragole, ciliegie, frutti di bosco, papaia, mango e avocado, olio extravergine d’oliva e di girasole (spremuti a freddo e consumati preferibilmente a crudo). Aumentare il consumo di cibi ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e di triptofano (fesa di tacchino, pesce cotto al vapore o in forno, latticini “magri”).
Alimenti da evitare Eliminare la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento.

Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Potassio aumentare l’apporto di legumi secchi, cioccolato fondente (con almeno l’80% di cacao), noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica;
Rame 2 mg al giorno;
Calcio 800-1000 mg in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione; aumentare l’apporto di latte e latticini biologici, pesci con la lisca (acciughe, sardine), tofu, verdure fresche e di stagione e legumi;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali.
Colina 400 mg al giorno;
Licopene 22 mg/die (250 ml di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Inositolo 1 g al giorno.

FITOTERAPIA

Per alleviare il dolore può essere utilizzato l’Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps ( 1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per calmare i sintomi può essere somministrato l’estratto fluido di Edera {Hedera helix), nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, diluite in 50 mi di latte di mandorle, oppure di riso addizionato con calcio, lontano dai pasti. Proseguire il trattamento fino al miglioramento del quadro clinico.
Nelle donne in menopausa possono essere assunti preparati a base di Isoflavoni di soia, in compresse, preferibilmente la mattina a digiuno. È consigliabile stabilire il dosaggio e il periodo di trattamento con il proprio medico curante, in base al quadro clinico e alle condizioni generali del paziente.
Nelle persone particolarmente nervose, può essere somministrato l’estratto fluido di Verbena officinalis (Verbena), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, prima dei pasti principali.

Per migliorare la vascolarizzazione dei tessuti pelvici e alleviare il sintomo, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapici, l’oligoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

Originally posted 2014-10-09 10:38:36.

Vomito 180x168 - Vomito

Vomito

Il  e la nausea (la sensazione spiacevole del imminente) sono (in genere strettamente correlati. Le cause abbracciano un amplissimo ventaglio di situazioni: possono essere neurologiche (come le malattie del labirinto dell’orecchio interno); psicogene (in seguito a intensi stress psicologici); metaboliche e ormonali (dall’insufficienza renale agli squilibri dei sali minerali, dall’ipotiroidismo al diabete scompensato). Citiamo ancora le intossicazioni alimentari, le ostruzioni del tratto digestivo superiore, le infezioni gastro-intestinali e l’effetto di certi farmaci (come gli antitumorali, gli antinfiammatori e i digitalici). L’anamnesi (cioè la raccolta accurata degli indizi clinici) è assolutamente fondamentale per cercare di capire le
ragioni della nausea e del vomito. Per esempio, è sicuramente importante ricercare se la persona ha subito di recente o nel passato un intervento chirurgico gastro-intestinale. È cruciale anche valutare la durata e le caratteristiche del vomito, la relazioni con i pasti e i sintomi associati. Per esempio, l’insorgenza del vomito a distanza di qualche ora (4-6 dal pasto), con l’espulsione di grandi quantità di cibo indìgerito, si può osservare quando esiste una ostruzione meccanica “alta” (come nella stenosi pilorica). Comunque sia, anamnesi, esame clinico e indagini di routine (endoscopia, ecografia, esame radiologico del tubo digerente) consentono di definire il disturbo nella stragrande maggioranza dei casi. Utile è indagare sempre la presenza
o l’assenza di altri sintomi: infatti l’alleviamento del dolore addominale con il vomito è tipico dell’ulcera peptica, mentre la presenza di e acufeni suggeriscono la possibilità di una sindrome di Ménière.

FISIOLOGIA
Nel nostro cervello, più precisamente nella parte alta del midollo spinale, esiste un’area specifica, chiamata “centro del vomito”, in grado di attivare i movimenti gastrointestinali “rovesciati”: infatti anziché spingere il materiale alimentare in avanti stimolano il percorso inverso, dall’intestino alla bocca.
DIAGNOSI
Consultate urgentemente il medico quanto il materiale vomitato ha un colore nerastro, analogo a quello dei fondi di caffè: è segno della presenza di sangue, che assume questa particolare colorazione dopo essere stato a contatto con il succo acido dello stomaco.

Idratazione
La reidratazione deve essere fatta con acqua, zucchero, sali minerali ed elettroliti: esistono bevande in commercio che forniscono la quantità adatta di queste sostanze. In caso di grave disidratazione è importante consultare il medico per un’eventuale somministrazione endovena di liquidi, zucchero e sali.
Alimentazione
Evitare cibi solidi e bere piccole quantità frequenti di acqua fresca, ma non spremute di agrumi o succhi di frutta dolcificati. Mangiare piccole quantità di pane da toast, cracker, riso e zuppe leggere. Anche la pasta può essere un valido alimento. Evitare cibi grassi, burro e derivati.
Farmaci
Possono rendersi necessari farmaci quando l’alimentazione e la reidratazione non sono sufficienti. La maggior parte dei farmaci contro il vomito agisce a livello del Sistema Nervoso centrale e può avere effetto sedativo.
Il metoclopramide è un altro farmaco comunemente usato. I farmaci antinausea non andrebbero usati nei bambini e nelle donne in gravidanza. La nausea mattutina può essere trattata con vitamina B6.

Il vomito può avere molteplici cause (eccesso alimentare, crisi di acetone, infezioni, chinetosi, iperemesi gravidica) e per affrontarlo correttamente è necessario stabilirne la causa o il fattore scatenante.
Eccesso alimentare
Antimonium crudum 9 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee o prima di un pasto particolarmente abbondante. Nausea, eruttazioni con il gusto degli alimenti, senso di pienezza gastrica e vomito alimentare, dopo pasto abbondante. Si consiglia di alternare con Nux vomica.
Nux vomica 9 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee o prima di un pasto particolarmente abbondante. Nausea, rigurgiti e vomiti acidi, dopo eccesso alimentare e di bevande alcoliche.
Gastroenterite
Arsenicum album 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. È indicato nel vomito e nella diarrea da gastroenterite.

Chinetosi
Cocculus indicus 30 CH 5 granuli, alla vigilia e il giorno della partenza nella tendenza alla chinetosi. 9 CH 5 granuli, anche ogni mezzora quando compaiono i sintomi della chinetosi: vertigini intense e debolezza profonda con nausea e vomito.
Tabacum 30 CH 5 granuli alla vigilia e il giorno della partenza nella tendenza alla chinetosi. Da assumere sistematicamente. 9 CH 5 granuli, anche ogni mezz’ora quando compare pallore, sudorazione fredda, ipersalivazione, vomito, vertigini e svenimento.
Vomito acetonemico
Belladonna-Senna 5 CH 5 granuli, ogni ora, alternando i 2 rimedi.
Diradare in base al miglioramento.
Vomito gravidico
Ipeca 9 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee. Scialorrea, vomito che non calma la nausea, assenza di sete.
Sepia 9 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Nausea, vomito. Nausea al risveglio e alla vista del cibo. Desiderio di alimenti aciduli. Avversione e intolleranza per il latte. Avversione per il fumo di sigaretta.
Symphoricarpus 5 CH 5 granuli, al ritmo delle nausee. Viene consigliato il suo uso sistematico nel vomito gravidico.
Intolleranza al latte
Aethusa cynapium 9 CH 5 granuli, anche più volte al dì. Il neonato vomita il latte, spesso per intolleranza al latte materno.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere correlato a indigestione, all’Umidità, a una stasi di Qi di Fegato e al Freddo.
Nel caso di vomito da indigestione lo scopo della terapia è bloccare l’emesi, ripristinare la funzionalità digestiva ed eliminare le eventuali tossine presenti, punti importanti sono:
FUJIE;
NEI TING;
XUAN FI;
ZHONG WAN;
ZU SAN LI.
Nel caso di vomito da Umidità per disperdere l’Umidità e bloccare l’è-mesi si possono utilizzare:
FENG LONG;
GONG SUN;
ZHANG MEN;
ZHONG WAN.
Nel caso di stasi di Qi di Fegato per armonizzare il Qi di Fegato e Stomaco si possono utilizzare:
LIANG QIU;
SHANG WAN;
SHEN MEN;
TAI CHONG;
YANG LING QUAN.
Invece per disperdere il Freddo punti importanti possono essere:
DAZ HUI;
HE GU;
NEI TING;
WAI GUAN;
ZHONG WAN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 3 volte alla settimana.
Particolare efficacia si ha nel delPiperemesi gravidica, disturbo notevolmente debilitante nei primi 4 mesi di gravidanza.
cinese
Formula: JU PI ZHU RU WAN
Pericarpium Citri Reticulatae……………2 g
Caulis Bamboose…………………….2 g
Rizoma Zingiberis Offìcinalis………….1,5 g
Radix Glycyrrhizae Uralensis……………1 g
Radix Codonopsis Pilosulae……………0,5 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 20 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per ripristinare le perdite di acqua e di elettroliti si consiglia di assumere centrifugati di frutta e verdura fresche, biologiche, diluiti con latte di riso e acqua minerale naturale nelle seguenti per centuali: 55% di centrifugato, 15% di latte di riso e 30% di acqua.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), vitamina C (agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina, mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci) e magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao). Incrementare l’apporto di potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e di calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Alimenti da evitare Eliminare (fino alla scomparsa dei sintomi) lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i salumi e gli insaccati, i formaggi e i vegetali non biologici, la caffeina, i prodotti dei fast-food, le spezie, i cibi piccanti, gli alcolici, i piatti pronti (inclusi quelli surgelati), i grassi (olio e burro) “cotti”, la panna, lo strutto, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Alimenti da evitare Eliminare (tino alla scomparsa dei sintomi) lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, i salumi e gli insaccati, i formaggi e i vegetali non biologici, la caffeina, i prodotti dei fast-food, le spezie, i cibi piccanti, gli alcolici, i piatti pronti (inclusi quelli surgelati), i grassi (olio e burro) “cotti”, la panna, lo strutto, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Integrazione alimentare
Vitamina Bl 1-1,5 mg al giorno;
Vitamina B2 1,5-2 mg al giorno;
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Vitamina B5 10 mg al giorno;
Vitamina B6 1,5-2 mg al giorno;
Acido folico (o vitamina B9) 200 mcg al giorno;
Biotina 50 mcg al giorno;
Triptofano 260 mg al giorno;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Enzimiproteolitici 2 compresse al giorno lontano dai pasti;
Coenzima Q10 30 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

L’olio essenziale dei semi di Finocchio (Foeniculum vulgate), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti, può aiutare a tenere sotto controllo il disturbo, stimolando la motilità gastrointestinale e facilitando lo svuotamento gastrico.
Per tenere sotto controllo il disturbo può essere somministrata la Santo-reggia, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due volte al giorno, lontano dai pasti. Nei casi di forte intensità, può essere assunta per via sublinguale in un’unica somministrazione di 30 gocce, diluite in un cucchiaio di acqua demineralizzata.
Per facilitare i processi digestivi e alleviare il disturbo può essere utilizzato il Taraxacum officinalis (Tarassaco), sotto forma di estratto fluido nella dose di 20-25 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, due/tre volte al giorno, poco prima dei pasti principali. È consigliabile non somministrare nei pazienti affetti da gastrite, ulcera peptica, litiasi biliare.
Se il paziente si presenta agitato e nervoso, aggravando il sintomo, può essere assunta la Melissa officinalis (Melissa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 mi di acqua minerale naturale, oppure di succo puro di mirtillo, lontano dai pasti. È controindicata nell’ipotiroidismo.

Originally posted 2014-10-09 13:48:05.

Varicella

Varicella

È una malattia infettiva virale assai contagiosa, frequente nell’infanzia tra i 3 e i 10 anni. Lascia un’immunità permanente ed è dovuta a un herpesvirus analogo a quello dell’herpes zoster. Si ritiene, in pratica, che lo stesso agente virale produca la nell’infanzia e, riattivandosi, il “fuoco di Sant’Antonio” nell’adulto. Il periodo d’incubazione abbraccia 2 settimane circa, dopo le quali il bambino accusa: la febbre, in genere modesta (attorno ai 38 °C), che s’accompagna a fiacca e malessere; un’eruzione cutanea (l’esantema), che si manifesta in corrispondenza del tronco e del cuoio capelluto.
Inoltre risulta pruriginosa: dapprima si forma una chiazza rossa, macula, che si trasforma in una rilevatezza circoscritta, papula, e successivamente in vescicola, il cui contenuto liquido diventa poi torbido, pustola; resta quindi una crosta: quando cade, lascia una cicatrice che dura parecchi mesi. Gli elementi costitutivi dell’esantema tendono a comparire a stadi successivi, per cui tutte
le lesioni poc’anzi descritte possono essere presenti contemporaneamente.
Dalla macula si arriva alla crosta in 4-6 giorni. Sulla mucosa della cavità orale, della faringe e della congiuntiva (o della vulva) si osserva anche la presenza di afte dolorose.

DA SAPERE
• La varicella è rara nell’adulto ma più grave perché, con facilità, va incontro a broncopolmonite.
• Il contagio avviene attraverso le goccioline di saliva ma anche tramite il liquido contenuto nelle vescicole; le crosticine, invece, non sono contagiose.

Antibiotici
La terapia antibiotica non ha alcuna efficacia nel della varicella: non aiuta né a migliorare né peggiorare i sintomi.
Prurito
È corretto usare antistaminici (oxatomide, anche nei lattanti), fare il bagno tutti i giorni (attenzione a non frizionare le vescicole) e applicare sulla pelle latte idratante. Il talco mentolato non è utile e anzi può peggiorare il fastidio; nei bambini piccoli è sconsigliato l’uso di polvere (talco in genere), per il rischio che venga inalata.
Febbre
Si raccomanda l’uso del paracetamolo; l’aspirina (acido acetilsalicilico) è vietata nella varicella: sono stati segnalati casi di reazione indesiderata (sindrome di Reye, malattia molto grave con encefalite ed epatite).

Tosse
Si possono usare sedativi, centrali (sconsigliati nei lattanti) o periferici.
Cicatrici
Non esiste sistema per impedire la trasformazione in cicatrice di alcune lesioni.
Farmaci
L’unico farmaco efficace è Paciclovir. Può essere usato anche nei bambini. La cura va iniziata il primo giorno di malattia, cioè alla comparsa delle prime vescicole: non è in grado di prevenire le complicazioni, ma allevia la sintomatologia e la durata della malattia.

L’approccio omeopatico va diversificato in base alla fase evolutiva della malattia. Solitamente nella fase iniziale si consiglia di alternare Poumon histamine e Rhus toxicodendron per controllare l’eruzione ed il prurito, mentre nella seconda fase in cui compaiono le croste è più adatta l’associazione di Antimonium tartaricum e Mezereum per evitare che possano residuare delle cicatrici.
Esordio
Belladonna-Ferrum phosphoricum 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, alternando i 2 rimedi. Sono i rimedi della fase iniziale, utili a controllare la febbre e l’evoluzione successiva.
Eruzione
Mezereum 5 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il fior di stecco, noto anche come HI mercurio vegetale7 è adatto per il trattamento delle eruzioni vescicolose, brucianti, intensamente pruriginose. Caratteristiche sono le vescicole infette a contenuto giallastro o ricoperte da croste giallo-brunastre.
Poumon histamine 15 CH 5 granuli, ogni 3 ore. Si tratta di un bioterapico ottenuto dal polmone di cavia morta per shock anafilattico, di composizione complessa e che svolge un’azione di inibizione sulla liberazione dei mediatori dell’allergia e dell’infiammazione. Si consiglia di alternare con Rhus toxicodendron per controllare il prurito.
Rhus toxicodendron 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Il sommaco velenoso, arbusto appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, la cui linfa è particolarmente caustica per la cute, è indicato nelle eruzioni cutanee caratterizzate da piccole vescicole a contenuto limpido, circondate da un alone di arrossamento. Il prurito migliora con il calore. Caratteristico è lo stato di agitazione notturna.
Cicatrici
Antimonium tartaricum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì, per un mese.
Prevenzione di cicatrici persistenti, dopo la caduta delle croste.
Convalescenza
Sulfur iodatum 9 CH da 1 a 3 volte al dì. Lo ioduro di zolfo è adatto per favorire la risoluzione completa di ogni processo infiammatorio e infettivo generale, soprattutto quando si accompagna a stanchezza persistente.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Lo scopo della terapia con la Medicina tradizionale cinese è quello di regolare il Sistema Immunitario dell’organismo favorendo un innalzamento della barriera difensiva.
Punti importanti per questo tipo di trattamento sono:
TAI YUAN;
TAIXI;
TAI CHONG.
Si consiglia un ciclo di applicazioni da eseguire almeno 3 volte alla settimana.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Per potenziare il Sistema Immunitario, incrementare l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di micronutrienti, come frutta e verdura fresche, noci e semi oleosi, olio extravergine d’oliva e di noci spremute a freddo, salsa e polpa di pomodoro, centrifugati di carote e succo puro di mirtillo.
Aumentare il consumo di vitamina C, sotto forma di agrumi, kiwi, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, crescione, fragole, rosa canina (il frutto), mango, papaia, patate, pepe verde, pomodori, ribes nero, spinaci.
Incrementare la dieta abituale con alimenti a elevato apporto di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane) e di bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno).
Dare la preferenza ai cibi ricchi di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.
Alimenti da evitare Nella fase acuta eliminare lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, la caffeina, i prodotti dei fast-food, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento, per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci che possono ostacolare l’assorbimento delle sostanze antiossidanti e compromettere le funzioni immunitarie, rallentando così il processo di guarigione.
Integrazione alimentare
Complesso B25 mg al giorno, in un’unica somministrazione al mattino;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata lontano dai pasti;

Rame 2 mg al giorno;
Selenio 80 mcg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione;

Olio di pesce (con almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 40 a 20):
8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Colina 400 mg al giorno;
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

Grazie alla sua azione immunostimolante può essere utilizzato il Faggio, sotto forma di gemmoderivato, nella dose di 50 gocce in un’unica somministrazione, la mattina a digiuno, diluite in poca acqua minerale naturale. È consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l’assorbimento e potenziarne l’azione. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è necessario dimezzare il dosaggio.
Negli adulti (in assenza di patologie tiroidee), per aiutare a combattere l’infezione virale e accelerare il processo di guarigione, stimolando le difese immunitarie, può essere utile assumere 20 gocce di alga Spirulina al mattino, a digiuno (circa 15 minuti prima di colazione), ricca di sali minerali (tra cui ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, zinco, potassio), vitamine, aminoacidi, carotenoidi, acidi grassi essenziali.
Nei pazienti, in cui la sintomatologia cutanea si presenta in forma lieve, può essere preparata una pomata a base di infuso concentrato di Aparine (2 cucchiai di foglie e sommità fiorite, in 100 mi di acqua demineralizzata, portata a ebollizione; dopo 20 minuti di infusione, filtrare e lasciare raffreddare), 3 cucchiai, miscelati con 2 cucchiaini di burro di karaté e 1
cucchiaino di centrifugato di carota biologica. Applicare, con un delicato massaggio, la pomata sulla cute e lasciare agire per 30-40 minuti. Quindi, asportarla con un batuffolo di cotone inumidito con latte detergente alla
Calendola, o sciacquare con acqua tiepida, asciugare e massaggiare delicatamente con olio di Iperico.
Per alleviare i sintomi è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH
Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).

Originally posted 2014-10-09 10:49:35.

VITILIGINE

VITILIGINE

É una malattia caratterizzata dalla presenza di macule o chiazze ben circoscritte, in cui i melanociti, ovvero le cellule che provvedono a fabbricare la melanina (il pigmento a cui si deve il colore della cute), risultano assenti o ridotti di numero. La può comparire a qualsiasi età: più spesso colpisce prima dei vent’anni e progredisce lentamente; interessa entrambi i sessi e nel 30% dei casi è possibile riscontrare precedenti casi in famiglia. Queste macule scarsamente o per nulla pigmentate affiorano frequentemente, in modo simmetrico, sulle aree del corpo esposte alla luce (come il viso e il dorso delle mani). Hanno un aspetto rotondeggiante od ovalare. Hanno la tendenza ad allargarsi e a confluire in chiazze che mostrano un contorno frastagliato. Piuttosto spesso queste isole “scolorite” presentano alla periferia un alla iperpigmentato. I peli nelle lesioni conservano la colorazione, ma nelle macule di lunga durata diventano grigi o bianchi. Il decorso della malattia è cronico e il grado di questo inestetismo cutaneo è variabile. Svariate sono le ipotesi avanzate per spiegare la comparsa di questa affezione. Potrebbe derivare da un disordine di tipo autoimmunitario (spiegazione scaturita anche dal fatto che la si associa a diverse malattie, come l’ipertiroidismo o l’alopecia areata, in cui è evidente il coinvolgimento immunologico). C’è anche un’ipotesi neurogenica, per cui le terminazioni nervose produrrebbero una sostanza con effetti tossici sui melanociti; e c’è anche chi parla di autodistruzione dei melanociti. Ma verosimilmente tutti questi fenomeni entrano in gioco nel determinare il danno.

DA SAPERE
• Le lesioni tipiche della vitiligine sono esposte a un elevato rischio di ustione in seguito all’esposizione solare.
• Il decorso clinico della vitiligine è bizzarro, appare tuttavia abbastanza chiaro che lasciata a se stessa, la vitiligine, tende a peggiorare e a coinvolgere una percentuale sempre maggiore di superficie corporea.

Fototerapia
Per la vitiligine estesa si esegue la puvaterapia con l’assunzione di psoraleni (si preferisce il 5-Mop perché meno fototossico e con meno effetti collaterali). La fototerapia con UVB a banda stretta è superiore alla Puva terapia e con minori effetti collaterali. Le sorgenti di radiazioni UVB sono costituite da lampade tradizionali o sorgenti laser o di luce pulsata.
Farmaci
Si consiglia una terapia steroidea topica nei casi di vitiligine insorta da poco tempo, soprattutto sul viso e collo. Si possono verificare recidive dopo la sospensione della terapia.
Chirurgia
Autoinnesti di cute prelevata in aree con normale pigmentazione o trapianti di melanociti coltivati sono approcci possibili.

La depigmentazione cutanea che caratterizza la vitiligine richiede la prescrizione sistematica di Platanus orientalis, per un lungo periodo di tempo, della durata di almeno 6 mesi. Si può associare e alternare la prescrizione di Mica e Sepia offìcinalis. Mica 5 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana. Il silicato doppio di alluminio e di potassio è il preparato omeopatico adatto per la vitiligine in soggetti con tendenza alla depressione grave che si manifesta con il completo disinteresse per il cibo. È indicato per chi trova inutile alimentarsi per prolungare una vita che non ha senso. Caratteristica è la compromissione delle condizioni generali. Si consiglia di associare Sepia offìcinalis.
Platanus orientalis Macerato glicerico 1 DH, 50 gocce, 1-3 volte al dì, in un po’ d’acqua, un quarto d’ora prima del pasto. Il platano orientale appartiene alla famiglia delle Platanacee. È un albero maestoso, alto fino a 40 metri. Quanto a longevità esso rivaleggia con la sequoia.
Nell’antica Grecia i platani erano riservati al tempio e consacrati alla divinità del sole. Dioscoride (I secolo d.C.) e Galeno (II secolo d.C.) usavano il decotto delle foglie e della corteccia, per uso esterno, nei pròcessi infiammatori cutanei. In gemmoterapia si utilizza nelle affezioni dermatologiche. Le gemme di platano orientale sono efficaci in alcune forme di dermopatie (acne giovanile ribelle e vitiligine). È utilizzato anche nella cura del calazio e della blefarite. Il va prolungato per almeno 6 mesi di durata.
Sepia 5 CH 5 granuli, 3 volte alla settimana, alternando con Mica. Il preparato ottenuto dall’inchiostro della seppia, mollusco cefalopode marino, è il medicinale attivo sul Sistema Nervoso, sui tessuti di sostegno e sulla cute. È indicato per la depressione, la tristezza profonda, l’apatia, l’abulia, l’indifferenza. Può essere presente la sensazione caratteristica di pesantezza, in particolare a livello pelvico. Depigmentazione cutanea. Si consiglia di associare Mica.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Secondo la Medicina tradizionale cinese questo disturbo può essere causato da Vento, Umidità-Calore o da stasi del Qi del Fegato.
Lo scopo della terapia è di disperdere il Vento, mobilizzare lo Xue, disperdere Umidità e Calore e mobilizzare il Qi del Fegato, per ridurre l’estensione delle macchie.
Punti importanti per la terapia sono:

FENG CHI;
GE SHU;
QU CHI;
WAI GUAN;
XUE HAI;
HE GU;
SAN YIN JIAO;
YIN LING QUAN;
ZU SAN LI;

NEI GUAN;
QI MEN;
TAI CHONG;
TAN ZHONG.

Si possono associare i punti del Sistema Auricolare di Fegato Reni e SHEN MEN.
Si consiglia un ciclo di 10 applicazioni da effettuare almeno 2 volte alla settimana, dopo 30 giorni si effettua un controllo per valutare l’effetto terapeutico e se necessario completare la terapia con un ciclo di richiamo.

cinese
Formula: BU GU ZHIYOU
Fructus Psoraleae…………………….5 g
Olio di Mandorle Dolci………………80 ml
Olio di Borragine………………….20 ml
Posologia: Un’applicazione al dì sulle zone interessate per 30 giorni.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Privilegiare i cereali integrali in chicchi e i legumi (sempre associati, nello stesso pasto), i prodotti da forno a base di farine integrali macinate a pietra e a lievitazione naturale, la soia e i derivati, la frutta e la verdura fresche e di stagione e piccole quantità di latte e latticini “magri”, pesce pescato in mare e carne magra biologica.

Aumentare il consumo di cibi ricchi di zinco, come le carni di agnello,maiale, manzo e tacchino, l’aringa, il tuorlo dell’uovo, i semi di sesamo e di girasole, i cereali integrali e i prodotti a base di farine integrali macinate a pietra, lo sciroppo d’acero, la soia e i suoi derivati. Incrementare l’assunzione di PABA, privilegiando le uova, il fegato, il germe di grano, il lievito di birra. Integrare la dieta con i polifenoli che si trovano nella frutta e nella verdura fresche, nel tè verde, nel vino rosso (un bicchiere al giorno per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne) e nell’olio extravergine d’oliva.
Aumentare l’assunzione di acqua minerale naturale.

Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre-quattro mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i vegetali non biologici, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans, la carne e il pesce di allevamento per la presenza di residui di pesticidi, fertilizzanti e farmaci.

Integrazione alimentare
Beta-carotene Aumentare l’apporto quotidiano di nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci (americane);

Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Olio di fegato di merluzzo 2 capsule al giorno da 1000 mg (effettuare cicli di tre mesi, con un mese di sospensione);
Fermenti lattici vivi a elevata concentrazione di Lactobacillus acidophilus (dare la preferenza ai prodotti con un totale di 10 miliardi di cellule vive per opercolo): 2 opercoli al giorno lontano dai pasti.

FITOTERAPIA

Grazie alla presenza degli antocianosidi e dei flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può aiutare ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia
(azione antiflogistica).

Per migliorare la vascolarizzazione cutanea e alleviare la sintomatologia, può essere utilizzato l’estratto fluido di Ippocastano, nella dose di 20 gocce, diluite in 200 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta di pompelmo rosa, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per la sua azione antiossidante, è consigliato il Ribes Nigrum, sotto forma di 1 DH Gemme (50 gocce, in un’unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in 20 mi di succo puro di carota, oppure di mirtillo).
Se il disturbo si presenta nelle persone debilitate e inappetenti, per stimolare il Sistema Immunitario, può essere usato il Fieno greco {Trigonella foenum-graecum), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, diluite in poca acqua minerale naturale, prima dei pasti; eventualmente associato all’Avena sativay sotto forma di TM, nella dose di 25 gocce in poca acqua, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Per potenziare l’azione dei preparati fitoterapia può essere associata la Rosa canina 1 DH Gemme, in un’unica somministrazione di 50 gocce al giorno (dimezzare la dose nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età).

Originally posted 2014-10-09 08:45:34.

VERRUCHE 180x180 - VERRUCHE

VERRUCHE

Le sono lesioni cutanee di natura virale dovute al papillomavirus (HPV, Human papillomavirus). Questi agenti virali hanno una spiccata predilezione per i distretti cutanei e mucosi, che vengono stimolati a proliferare. Si riconoscono un centinaio di diversi tipi di HPV, ciascuno con una particolare preferenza per una determinata area anatomica. L’incidenza di queste
manifestazioni è massima nei bambini in età scolare e nei giovani adulti: le verruche in questione (dette volgari: costituiscono la forma più frequente) si localizzano sulla superficie dorsale delle mani e delle dita (più raramente sui palmi): si presentano come escrescenze rosee, dalle dimensioni variabili, caratterizzate da un aumentato spessore dell’epidermide. Le verruche possono essere anche plantari: quelle semplici sono lesioni tondeggianti, dai margini netti, dalla superficie indurita (ed eventualmente picchiettata di puntini nerastri: altro non sono che capillari occlusi da trombosi). Le verruche plantari a mosaico sono, invece, lesioni superficiali di piccole dimensioni, che tendono a confluire in una placca dura; di solito non risultano dolenti. Esistono poi verruche piane, che si presentano come lesioni appena rilevate, lisce di colore roseo-giallastro e di preferenza localizzate al volto, al dorso delle mani e alle ginocchia, con una disposizione lineare. Si ricordano, infine, le verruche filiformi,
frequenti nei maschi, più comunemente localizzate nella zona della barba.

I CONDILOMI ACUMINATI
Sono l’espressione dell’infezione da papillomavirus nella regione genitale e costituiscono una frequente patologia a trasmissione sessuale. Si presentano come rilevatezze molli, biancastre, spesso multiple, che talora possono confluire in placche anche di grandi dimensioni. Nel maschio interessano in particolare il pene, e nella donna il vestibolo della vagina.

Cerotti
Esistono cerotti specifici per il delle verruche non dolorose: l’uso di questi cerotti e della pietra pomice permettono di rimuovere le verruche (ripetere il  finché la verruca non è stata tolta tutta).
Trattamenti topici
Per diverse settimane è utile applicare tretinoina in crema prima di andare a dormire. Si può anche usare una soluzione al 17% di acido salicilico, applicando poi un bendaggio. La crema di fluorouracile applicata ogni giorno per tre settimane può dare ottimi risultati, anche se la pelle può scurirsi con questo trattamento. Se nessuno di questi procedimenti da un
risultato, si può usare idrogeno liquido, oppure l’elettrocauterizzazione.
L’iniezione di bleomicina dentro la verruca è una terapia ulteriore da tentare in caso di fallimento degli altri approcci.
Chirurgia o laser
Se la verruca è molto grande e non risponde alle precedenti terapie è utile rivolgersi al medico per l’asportazione chirurgica che si esegue con diverse tecniche. L’approccio chirurgico richiede un po’ più di tempo per la guarigione.

Nell’approccio omeopatico delle verruche si distingue un trattamento con rimedi sintomatici (Antimonium crudum, Dulcamara, Nitricum acidum) associato a un trattamento di fondo (Calcarea carbonica, Thuya). Solitamente si utilizza Thuya occidentalis un tubo dose alla settimana in associazione con un rimedio sintomatico da assumere tutti i giorni, per almeno due mesi consecutivi.
Trattamento sintomatico
Antimonium crudum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche cornee, dure, ipercheratosiche al dorso delle mani o alla pianta dei piedi. Talvolta le verruche sono numerose o recidivanti, soprattutto in soggetti forti mangiatori.
Berberis vulgaris 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche piane a livello delle mani, in particolare della punta delle dita.

Come rimedio principale: applicare un cataplasma a base di aglio finemente tritato, oppure frizionare la zona interessata con succo di aglio fresco. Per accelerare il processo di guarigione è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale.
Nei casi in cui il paziente lamenta dolore, nella zona interessata,può essere utile assumere VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatoria, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale, oppure in spremuta di pompelmo rosa, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Grazie alla presenza dei flavonoidi, ad azione antiossidante, può essere somministrata la Drosera, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapia, logoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

 

Originally posted 2014-10-09 11:10:43.

Vene varicose 180x180 - Vene varicose

Vene varicose

Sono dilatazioni delle vene superficiali a carico degli arti inferiori. Per una predisposizione individuale e familiare, le pareti venose possono risultare intrinsecamente deboli, e tendono a dilatarsi sotto gli stimoli più vari (per esempio, la gravidanza o lo stare in piedi troppo a lungo, quando cioè le gambe devono sopportare una pressione sanguigna molto alta; anche il sovrappeso e l’obesità sono fattori importanti che condizionano in modo determinante la comparsa di ). Si crea un’incontinenza delle valvole, dislocate lungo il tragitto delle vene, e cruciali per consentire al sangue venoso di progredire dagli arti inferiori verso il cuore: quando non riescono più a chiudersi correttamente, la colonna sanguigna tende a “refluire”, cioè a tornare verso il basso, e a ristagnare. I sintomi sono rappresentati da un senso di tensione all’arto o agli arti colpiti; compare anche un gonfiore della caviglia nelle ore serali, e talora crampi notturni. Affiorano lo sfiancamento della vena (che nel gergo medico si chiama ectasia) e, nel tempo, una colorazione brunastra della pelle, con infiammazioni ricorrenti della cute e del tessuto sottocutaneo
(ipodermiti): effetto dovuto al ristagno di emoglobina – il pigmento contenuto nei globuli rossi – nei tessuti dell’arto. Il gonfiore dovuto alle vene varicose si accentua nel corso della giornata, riducendosi normalmente di notte, poiché la posizione sdraiata aiuta il ritorno del sangue in direzione del cuore.

ETIMOLOGIA
Il termine varix in latino significa storto, termine che fa riferimento al frequente aspetto serpiginoso che assume la vena colpita dalle varici.
COMPLICAZIONI
Se non viene adeguatamente trattata, la sintomatologia tipica di chi soffre di varici agli arti inferiori può portare, nel corso del tempo, ad alterazioni più gravi: alla comparsa di varicoflebiti, e nei casi più seri, a un’ulcera, lesione cutanea che compare nelle aree cutanee più fragili o dopo traumi sulla pelle dell’arto.

Prevenzione
La prevenzione è la base fondamentale per il delle vene varicose: stare in piedi troppo a lungo, la gravidanza e l’obesità aumentano molto il rischio. Le vene varicose sono anche ereditarie. Indossare calze elastiche durante il giorno e tenere il più possibile la gambe in alto è un buon metodo preventivo se si hanno fattori di rischio. La perdita di peso aiuta molto.
Vene varicose acute
Il trattamento prevede l’applicazione topica di corticosteroidi, soprattutto perché le vene varicose acute possono essere accompagnate da dermatite. È importante controllare che non si sviluppino infezioni.
Vene varicose croniche
La scleroterapia prevede l’iniezione di solfato di sodio per distruggere la vena: se non funziona si ricorre alla chirurgia che prevede diverse tecniche come la legatura, lo stripping e il laser.

Nel trattamento dell’insufficienza venosa degli arti inferiori sono indicati dei rimedi omeopatici con attività elettiva a livello di vasi venosi (Calcarea fluorica, Fluoricum acidum, Hamamelis virginiana. Pulsatilla).
Aesculus hippocastanum 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Pesantezza agli arti inferiori. Emorroidi. Tendenza alla stasi venosa e alla lombalgia in soggetti sedentari.
Calcarea fluorica 5 CH5 granuli, 2 volte al dì. Le varici rappresentano una manifestazione non reversibile di cui è possibile stabilizzare l’evoluzione o sopprimere i disturbi funzionali. È il rimedio adatto per l’insufficienza venosa su base costituzionale e predisposizione familiare da deficit di tessuto elastico a livello della parete vascolare. Insufficienza venosa con varici. Ulcera varicosa. Eczema varicoso con cute anelastica, infiltrata, distrofica.
Fluoricum acidum 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Varici pruriginose con sensazione di bruciore alle gambe. Ulcere varicose con prurito intenso. Aggravamento con il calore. Miglioramento con il freddo e le applicazioni fredde.

Hamamelis virginiana 5 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Vene congeste, turgide, sensibili e dolenti. Sensazione di indolenzimento locale, come da contusione o sensazione di vene che scoppiano. Comparsa di ecchimosi anche per traumi modesti. Caratteristico è l’aggravamento con il caldo.
Lachesis 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Varici o ulcere varicose ipersensibili al contatto, di colorazione bluastra o viola. Senso di costrizione locale. Aggravamento con il calore.
Pulsatilla 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Acrocianosi delle estremità che sono fredde e di aspetto marmoreo. Dilatazione dei capillari da rallentamento della circolazione periferica delle piccole vene, in giovani donne dalla carnagione chiara con tendenza alle manifestazioni catarrali. Tendenza ai geloni. Miglioramento camminando all’aria aperta.
Vipera 7 CH 5 granuli, 3 volte al dì. Sensazione dolorosa come di vene che scoppiano e dolorabilità intensa al semplice contatto. Tromboflebite superficiale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina tradizionale cinese tramite l’uso di fitopreparati agisce in questo disturbo con due azioni, una consiste nella tonificazione delle pareti venose, la seconda nel controllare la dilatazione delle stesse.
cinese
Formula: SI WU WAN
Radix Rehmaniae Preparatae……………12 g
Radix Angelicae Sinensis……………….10 g
Radix Paeoniae Alba………………….10 g
Rizoma Ligustici ChuanXiong…………….6 g
Posologia: 2 g al dì sottoforma di capsule o polvere per 30 g

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Seguire un regime dietetico a basso apporto di lipidi, privilegiando il pesce pescato in mare, il pollame allevato all’aperto, i latticini “magri”, cereali semintegrali e i prodotti da forno a base di farine macinate a pietra e a lievitazione naturale, gli ortaggi freschi, la frutta di stagione, l’olio di noci, oppure extravergine d’oliva (in piccole quantità), di
prima spremitura a freddo.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene (nespole, albicocche, anguria, melone, frutti di bosco, fragole, papaia, mango, asparagi, broccoli, carote, cavolo, lattuga, indivia, spinaci, zucca gialla e patate dolci americane), bioflavonoidi (limoni, uva, prugne, pompelmo, albicocche, ciliegie, more, bacche della rosa canina e grano saraceno), magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao) e potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica).
Alimenti da evitare Eliminare per almeno tre mesi lo zucchero (saccarosio) e gli alimenti che lo contengono, le preparazioni a base di farine raffinate, i salumi e gli insaccati, i formaggi non biologici, la caffeina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti di grassi trans, le spezie e i cibi piccanti.
Limitare l’apporto del sale e degli alimenti che ne sono ricchi (leggere le etichette).
Evitare le carni provenienti da animali da allevamento e alimentati con mangimi industriali e i vegetali coltivati con i metodi tradizionali.
Integrazione alimentare
Bioflavonoidi 50-100 mg distribuiti nel corso della giornata;
Vitamina C 200 mg al giorno;
Vitamina E 10 mg al giorno;
Licopene 22 mg al giorno (250 mi di salsa di pomodoro in scatola ne contiene 37 mg);
Selenio 80 mcg al giorno;
Germe di grano 1-3 cucchiaini;
Lievito di birra in polvere 400 mg al giorno al mattino a digiuno;
Lecitina di soia (pura al 100%): 1-3 cucchiaini al giorno.

FITOTERAPIA

Molto utile risulta essere l’estratto fluido di Hamamelis virginiana (Amamelide), nella dose di 15-20 gocce per tre volte al giorno, diluite in un bicchiere di acqua minerale naturale a basso apporto di sodio, lontano dai pasti privilegiando la mattina a digiuno, il pomeriggio (tra le 17.00-18.00) e la sera, circa 30 minuti prima del riposo notturno. Oppure unire 50 gocce a un litro di acqua e sorseggiare nel corso della giornata.
Per la sua azione tonico-venosa, può essere somministrato l’estratto fluido di Achillea nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 30 mi di succo puro di mirtillo, oppure di spremuta d’agrumi (arancia, pompelmo rosa e limone), lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno (circa 20 minuti prima di colazione) e la sera dopo 60-90 minuti dal pasto.
Un rimedio utile, nelle fasi iniziali della malattia, è rappresentato dal Calamo aromatico (Acorus calamus), per uso topico, con il quale effettuare frizioni rinfrescanti e tonificanti, tre/quattro volte al giorno.
Grazie alla presenza degli antocianosidi, flavonoidi, tannini e catechine, la Vitis vinifera (o Vite rossa), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, la mattina prima di colazione e nel pomeriggio, lontano dai pasti, può contribuire ad alleviare il disturbo e a tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia (azione tonico-venosa, antiflogistica, capillaro-protettrice).

Per aiutare a tenere sotto controllo il decorso della malattia, può essere utilizzato l’estratto fluido di Amamelide (Hamamelis virginiana), nella dose di 15-20 gocce, diluite in poca acqua minerale naturale, tre volte al giorno, prima dei pasti.

Originally posted 2014-10-09 10:57:56.

VERTIGINI 180x180 - VERTIGINI

VERTIGINI

Le e i disturbi dell’equilibrio coinvolgono il 5-10% della popolazione che si rivolge al medico di famiglia. Vertigine è la sensazione che l’ambiente ci giri vorticosamente attorno. La persona si sente disorientata nello spazio, un senso accompagnato frequentemente da disturbi neurovegetativi, cioè nausea, , sudorazione, pallore. La particolarità è che si tratta di un disturbo “violento”, ma circoscritto nel tempo: può infatti durare minuti, diverse ore o al massimo per qualche giorno. Diverso è il disequilibrio, una sensazione d’instabilità, d’insicurezza: la sensazione è quella di non controllare la stazione eretta o la camminata. Non è vertigine, perché manca la caratteristica rotazione degli ambienti e degli oggetti. Semplificando, il corteo dei
disturbi assomiglia a quello che si prova dondolando su una barca. La vertigine in senso stretto è il segnale di un disordine a carico dell’orecchio interno, che accoglie, nella fattispecie, il labirinto membranoso, la sezione che governa l’equilibrio. Le infezioni virali che interessano le vie respiratorie superiori (come un raffreddore o un mal di gola) possono raggiungere l’orecchio; scoppia allora un’otite e quest’infezione potrebbe farsi strada verso il labirinto: ne conseguirà una labirintite, con crisi vertiginose acute. Può anche succedere che nel labirinto, normalmente percorso da un liquido chiamato endolinfa, questo aumenti di volume per ragioni imprecisate: è la sindrome di Ménière (dal nome del medico francese Prospero Ménière, che per primo, nel 1861, mise in relazione il ruolo dell’orecchio nella comparsa delle vertigini): cala l’udito, s’avvertono rumori, ronzii e fischi auricolari, è presente un senso di orecchio chiuso, mentre le crisi vertiginose, generalmente di tipo rotatorio, hanno un andamento capriccioso e imprevedibile. Una sofferenza del labirinto può anche derivare dall’assunzione di certi farmaci, antibiotici soprattutto (come la streptomicina, la gentamicina e la neomicina).

Farmaci
Spesso la causa delle vertigini è sconosciuta e la terapia deve basarsi su farmaci sintomatici. Per curare le vertigini comunque è necessario combinare farmaci, riabi-
Esistono due gruppi di farmaci: sostanze che agiscono sull’apparato vestibolare e farmaci che intervengono direttamente sulla causa. Tra i farmaci che agiscono sul vestibolo ricordiamo gli antistaminici (ciclizina, difenidramina, dimenidrato) le difenilpiperazine (cinnarizina e flunarizina), gli anticolinergici (scopolamina, somministrata per via transdermica quindi di facile impiego), le fenotiazine (prometazina, proclorperazina e trimetobenzamide), le benzodiazepine (diazepam, prometazina e clorfenamina), la betaistina, la sulpiride. Nel gruppo dei farmaci che non agiscono sul vestibolo si differenziano i farmaci causali, che agiscono direttamente sull’agente causale o sui meccanismi che scatenano la vertigine. Nei casi eccezionali di labirintite si ricorre a terapia antibiotica seguita da chirurgico. In casi di idrope endolinfatica si usano macromolecole ad azione osmotica durante la fase acuta (mannitolo, glicerolo, urea) e diuretici tiazidici per via orale nelle fasi di remissione. Esistono farmaci che agiscono sui sintomi e migliorano le condizioni generali: i vasodilatatori, come l’acido nicotinico e la papaverina, i vasodilatatori alfalitici, come la diidroergotossina e la nicergolina, la pentossifìlina, calcioantagonisti, gli antiaggreganti piastrinici, i neurotrofici, tra i quali è particolarmente usato l’estratto di Ginkgo biloba, la citicolina, i gangliosidi, il frammento 4-7 dell’ACTH e le anfetamine.

Prima di impostare qualsiasi trattamento delle sindromi vertiginose se ne deve comprendere l’origine del disturbo. In generale si distingue la vertigine ‘periferica’, riferita all’orecchio interno, e la vertigine ‘centrale’ legata a patologia vascolare cerebrale o della colonna cervicale.
Vertigine periferica o vestibolare
Bryonia 9 CH 5 granuli, da 1 a più volte al dì. Vertigini scatenate o peggiorate dal minimo movimento del corpo, ma soprattutto del capo. È il rimedio delle vertigini che compaiono alzandosi bruscamente o cambiando posizione.

Coniutn maculatum 7 CH 5 granuli, da 1 a più volte al dì. Vertigini girando la testa, anche stando sdraiati.
Theridion 7 CH 5 granuli, da 1 a più volte al dì. Vertigini chiudendo gli occhi, con ogni rumore. È il rimedio indicato nel morbo di Ménière.
Distonia neurovegetativa
Cocculus 9 CH 5 granuli al bisogno. Nausea, vomito, tendenza lipotimica. Vertigini scatenate o aggravate dalla stanchezza. Chinetosi
Gelsemium 15 o 30 CH 5 granuli, al bisogno. Obnubilamento, tremori, panico al momento di un esame o di una situazione nuova.
Tabacum 9 CH 5 granuli, ogni 3-4 ore. Vertigini associate a pallore e sudorazione. Mal d’auto, mal di mare.
Cervicoartrosi
Actaea racemosa 7 CH 5 granuli, ogni 2 ore, nelle prime 24 ore, quindi 5 granuli, 3 volte al dì. Vertigini da artrosi cervicale.
Lachnanthes tinctoria 5 CH 5 granuli, ogni 2 ore, nelle prime 24 ore, quindi 5 granuli, 3 volte al dì. Vertigini da artrosi cervicale aggravate con il movimento della colonna cervicale.
Colpo di frusta cervicale
Arnica 7 CH-Natrum sulfuricum 15 CH 5 granuli, 3 volte al dì, di entrambi.
Sclerosi vascolare
Ambra grisea 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Vertigini indefinibili degli anziani.
Baryta carbonica 9 CH 5 granuli, ogni 3-4 ore. Vertigini scatenate o peggiorate dal minimo movimento del corpo, ma soprattutto del capo, in una persona anziana. Vertigini da sclerosi vascolare.
Phosphorus 9 CH 5 granuli, 1 volta al dì. Vertigini nelle persone anziane, peggiorate con i cambiamenti di posizione.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Le vertigini si possono distinguere in 2 categorie:
SHI da Pieno e XU da Vuoto.
Lo scopo della terapia è di controllare le crisi vertiginose, regolare i sintomi associati quali cefalea, nausea, ansia e il vomito.

Consigli dietetici
Alimenti consigliati Aumentare l’apporto quotidiano di liquidi, sotto forma di acqua minerale naturale, succhi di frutta, centrifugati di verdure fresche, frullati a base di frutta e/o verdura e latte fermentato, yogurt intero naturale biologico arricchito con probiotici, oppure kefir.
Privilegiare le verdure crude, i fagioli, i semi oleosi, le noci, il pesce pescato in mare, l’olio di lino e di noci spremuti a freddo.
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio (banane, ortaggi a foglia verde, cereali integrali, noci, mandorle, nocciole, piselli, fagioli, soia e cacao), potassio (legumi secchi, cioccolato fondente all’80% di cacao, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, salsa e polpa di pomodoro, farina di soia biologica) e calcio (latte e latticini biologici, pesci con la lisca, come acciughe e sardine, tofu, verdure fresche e di stagione e legumi).
Dare la preferenza ai cibi a elevato apporto di acidi grassi omega-6 e omega-3, come gli oli di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino) e il pesce, in particolare salmone selvaggio, aringhe, merluzzo, sardine, acciughe, sgombro.

Alimenti da evitare Nella tase acuta eliminare la carreina, gli alcolici, i prodotti industriali addizionati con additivi e/o contenenti acidi grassi trans.
Integrazione alimentare
Vitamina B3 15-20 mg al giorno;
Triptofano (si trasforma in serotonina) 260 mg al giorno;
Vitamina C (necessaria per la trasformazione del triptofano in serotonina): 200 mg al giorno;
Rame 2 mg al giorno;
Zinco 20-25 mg al giorno in un’unica somministrazione al mattino prima di colazione (lontano dalla vitamina C che ne ostacola l’assorbimento);
Olio di pesce 8 capsule al giorno distribuite nei due pasti principali;
Colina 400 mg al giorno.

Originally posted 2014-10-09 12:01:14.