VERRUCHE

Autor | settembre 11, 2017 | Malattie, V |
VERRUCHE

Le verruche sono lesioni cutanee di natura virale dovute al papillomavirus (HPV, Human papillomavirus). Questi agenti virali hanno una spiccata predilezione per i distretti cutanei e mucosi, che vengono stimolati a proliferare. Si riconoscono un centinaio di diversi tipi di HPV, ciascuno con una particolare preferenza per una determinata area anatomica. L’incidenza di queste
manifestazioni è massima nei bambini in età scolare e nei giovani adulti: le verruche in questione (dette volgari: costituiscono la forma più frequente) si localizzano sulla superficie dorsale delle mani e delle dita (più raramente sui palmi): si presentano come escrescenze rosee, dalle dimensioni variabili, caratterizzate da un aumentato spessore dell’epidermide. Le verruche possono essere anche plantari: quelle semplici sono lesioni tondeggianti, dai margini netti, dalla superficie indurita (ed eventualmente picchiettata di puntini nerastri: altro non sono che capillari occlusi da trombosi). Le verruche plantari a mosaico sono, invece, lesioni superficiali di piccole dimensioni, che tendono a confluire in una placca dura; di solito non risultano dolenti. Esistono poi verruche piane, che si presentano come lesioni appena rilevate, lisce di colore roseo-giallastro e di preferenza localizzate al volto, al dorso delle mani e alle ginocchia, con una disposizione lineare. Si ricordano, infine, le verruche filiformi,
frequenti nei maschi, più comunemente localizzate nella zona della barba.

I CONDILOMI ACUMINATI
Sono l’espressione dell’infezione da papillomavirus nella regione genitale e costituiscono una frequente patologia a trasmissione sessuale. Si presentano come rilevatezze molli, biancastre, spesso multiple, che talora possono confluire in placche anche di grandi dimensioni. Nel maschio interessano in particolare il pene, e nella donna il vestibolo della vagina.

MEDICINA CONVENZIONALE

Cerotti
Esistono cerotti specifici per il trattamento delle verruche non dolorose: l’uso di questi cerotti e della pietra pomice permettono di rimuovere le verruche (ripetere il trattamento finché la verruca non è stata tolta tutta).
Trattamenti topici
Per diverse settimane è utile applicare tretinoina in crema prima di andare a dormire. Si può anche usare una soluzione al 17% di acido salicilico, applicando poi un bendaggio. La crema di fluorouracile applicata ogni giorno per tre settimane può dare ottimi risultati, anche se la pelle può scurirsi con questo trattamento. Se nessuno di questi procedimenti da un
risultato, si può usare idrogeno liquido, oppure l’elettrocauterizzazione.
L’iniezione di bleomicina dentro la verruca è una terapia ulteriore da tentare in caso di fallimento degli altri approcci.
Chirurgia o laser
Se la verruca è molto grande e non risponde alle precedenti terapie è utile rivolgersi al medico per l’asportazione chirurgica che si esegue con diverse tecniche. L’approccio chirurgico richiede un po’ più di tempo per la guarigione.

OMEOPATIA

Nell’approccio omeopatico delle verruche si distingue un trattamento con rimedi sintomatici (Antimonium crudum, Dulcamara, Nitricum acidum) associato a un trattamento di fondo (Calcarea carbonica, Thuya). Solitamente si utilizza Thuya occidentalis un tubo dose alla settimana in associazione con un rimedio sintomatico da assumere tutti i giorni, per almeno due mesi consecutivi.
Trattamento sintomatico
Antimonium crudum 7 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche cornee, dure, ipercheratosiche al dorso delle mani o alla pianta dei piedi. Talvolta le verruche sono numerose o recidivanti, soprattutto in soggetti forti mangiatori.
Berberis vulgaris 9 CH 5 granuli, 2 volte al dì. Verruche piane a livello delle mani, in particolare della punta delle dita.

FITOTERAPIA

Come rimedio principale: applicare un cataplasma a base di aglio finemente tritato, oppure frizionare la zona interessata con succo di aglio fresco. Per accelerare il processo di guarigione è consigliabile assumere l’estratto fluido di Medicago sativa (Alfalfa), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, due volte al giorno, privilegiando la via sublinguale.
Nei casi in cui il paziente lamenta dolore, nella zona interessata,può essere utile assumere VArtiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) sotto forma di compresse gastroresistenti, nella dose di 1 cps (1,5 g), tre volte al giorno, dopo i pasti.
Per aiutare ad alleviare i sintomi può essere utilizzato l’estratto fluido di Agrimonia eupatoria, nella dose di 30 gocce, tre volte al giorno, diluite in 100 ml di acqua minerale naturale, oppure in spremuta di pompelmo rosa, circa 30 minuti prima dei pasti principali.
Per stimolare le difese immunitarie è consigliabile assumere il Geranium sanguineum (o Sanguinaria), sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20 gocce, due volte al giorno, lontano dai pasti.
Grazie alla presenza dei flavonoidi, ad azione antiossidante, può essere somministrata la Drosera, sotto forma di estratto fluido, nella dose di 20-30 gocce, due/tre volte al giorno, lontano dai pasti.
Per aiutare a tenere sotto controllo il disturbo può essere associata, ai preparati fitoterapia, logoterapia, sotto forma di un composto a base di Rame-Oro-Argento, 1 monodose due volte la settimana (per esempio il lunedì e il giovedì).

 

Originally posted 2014-10-09 11:10:43.

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